In oltre sette anni d’attività, il Centro Culturale Dar al Hikma ha visto confluire nella sua sede un afflusso enorme di persone tra italiani ed extraeuropei. I temi trattati, dall’immigrazione, all’intercultura, dall’islamistica, all’egittologia ai dibattiti hanno trovato il favore del pubblico e sono stati un incentivo per gli organizzatori ad andare avanti lungo quella strada convinti che il fine del Centro, l’integrazione, il dialogo tra le civiltà e l’amicizia fra le culture, fosse raggiungibile.

In effetti, grazie anche all’intervento di figure d’altissimo prestigio (Tahar Ben Jelloun, Naiim Kattan, Dalil Boubaker, Hilal Gin, Khaled Fouad Allam, Franco Battiato, Giampiero Leo, Walter Giuliano, Sergio Chiamparino, Gianni Oliva, Alan Elkan, Mimmo Candido, Gabriele Mandel, Franco Cardini, Claudio Gorlier, Silvio Curto, Claudio Cerasuolo, Cosimo Palumbo ecc.) si è potuto constatare che l’iniziativa di un Centro simile a questo, unico in Italia, è certamente vincente. Serate nelle quali sono venuti a portare la loro preziosa testimonianza, politici, consoli (Marocco, Egitto, Iraq, Giordania e Tunisia), intellettuali e artisti hanno visto l’afflusso di un pubblico variegato composto da etnie diverse. Non sono mancati, poi, incontri di confronto religioso e politico sempre mantenute a livello di dialogo e mai scadute in inconcludenti battibecchi fra posizioni diverse. Segno questo che le componenti l’universo torinese hanno una grande maturità e una notevole disponibilità al confronto.

A corollario, inoltre, si sono avvicendate nelle sale del centro mostre fotografiche o d’oggettistica che presentavano o aspetti del mondo arabo-islamico o legate all’antico Egitto se non quadri d’autori italiani o tappeti marocchini per non citarne che alcune. Anche l’archeologia sperimentale ha avuto un suo spazio attirando la curiosità di molti.

Pochi, ormai, sono i torinesi che non hanno avuto notizia dell’attività del Centro, grazie anche ai quotidiani e alle televisioni che hanno sempre dato il giusto spazi alle iniziative. Siamo certi, perciò, che il numero di coloro che frequenteranno i nostri locali per intervenire alle nostre iniziative o, più semplicemente, per gustarsi un ottimo thè alla menta, tendeva a salire se la cooperativa Hamam non avesse deciso arbitrariamente la chiusura della caffetteria dal 2005.

Va anche sottolineata la compartecipazione alle attività culturali di altre realtà che operano sul territorio torinese. A tal proposito si ricordano la presentazione del Torino Film Festival, quello del Festival del cinema femminile, la collaborazione con Associazioni come: Premio Grinzane Cavour, il Sermic, Ass. il Mutamento, l’Ass. Insieme per la Pace, Ass. L.I.A.S.T , Centro Aziza, Associazione Culturale Italia Medievale, Ass. Ascet, Unione araba di Torino, Ass. Egiziani di Torino, Ass. palestinese Baiader, Ass. Diafa, Ass. Sanabil, Ass. il Nodo, Ass. ACIM, Ass. siro-libanese Rabita, Ass. Gruppo Pittori dello Scalo, Ass. A.M.E.C.E., Ass. Giovani Musulmani d’Italia e l’Ass. Tunisina di Torino ecc.

 

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ATTIVITA’ DEL CENTRO

OBBIETTIVI E FINALITA’ DEL PROGETTO DEL CENTRO

1. Far conoscere in Italia la cultura del mondo arabo ed islamico, e nei paesi arabi quella italiana, e occidentale.

2. Trovare punti d'incontro e di intesa promuovendo efficaci scambi di studio e di  ricerche.

3. Prestare adeguati servizi pratici di informazione tra i quali privilegiare l’orientamento alla cultura italiana e a quella delle origini e il sostegno all’integrazione culturale conservando identità e cultura di provenienza.

4. Realizzare la reciproca, amichevole conoscenza e comprensione. A tale scopo verranno organizzate conferenze, dibattiti, tavole rotonde, rassegne di cinema e di teatro arabo, audizioni di musica araba, mostre e ogni genere di manifestazione utile allo scopo.

5. Offrire possibilità di frequentare una biblioteca e una videoteca specializzate e di usufruire della disponibilità culturale dei membri del Direttivo e dei soci.

6- Organizzare corsi di lingua e cultura araba: l'insegnamento della lingua e della cultura araba per bambini e adulti arabi residenti in Torino e dintorni, orientato alla conservazione della loro identità; l'insegnamento in forma divulgativa della lingua e della cultura araba per italiani, corredato dalle informazioni utili alla conoscenza di quella cultura e allo sviluppo degli scambi, anche di tipo turistico e commerciale; diffondere comunicazioni utili e a tutte le realtà culturali pratiche.

Tali obiettivi sono stati raggiunti pur se con uno sforzo superiore e quello che altrimenti sarebbe stato invece necessario, causa le notevoli difficoltà incontrate nel corso degli anni e volute da chi, poco interessato al dialogo fra le culture ha cercato di piegare ai propri interessi meramente commerciali il centro stesso traendo da questo il massimo profitto finanziario. E’ stata necessario, perciò, lo sforzo congiunto dei componenti del Direttivo del Centro e in prima persona del suo presidente, di amici (nel campo della politica, del giornalismo o di semplici collaboratori), per perseguire gli scopi prefissati e le oltre quattrocento conferenze, i dibattiti, i convegni, le mostre le feste sono testimonianza reale e conosciuta da tutti di come il direttivo del Centro abbia saputo operare.

Infine non abbiamo scordato né le scuole né i bimbi. Le prime, all’interno di un progetto più vasto “Conoscerci meglio” sono state contattate per ospitare nelle loro aule specialisti di islamistica che hanno spiegato agli allievi che cosa sia la religione islamica e quella cultura. Molte sono state le classi di studenti, poi, che sono venute a visitare il Centro.

I bimbi, a loro volta, hanno usufruito di spettacoli a loro dedicati in particolare la domenica mattina ed hanno potuto seguire corsi di italiano o di lingua e cultura araba specializzati per i più piccoli e tenuti da insegnanti di madre lingua e qualificate. Corsi che si sono rivolti anche ad adulti e che hanno visto l’afflusso di decine di persone interessate alla cultura fine a se stessa. Abbiamo attivato con successo un corso di lingua e cultura italiana per immigrati stranieri e uno specifico rivolto alle donne dal titolo “Migrare donna”.

Tali risultati sono stati raggiunti grazie al contributo della Regione Piemonte, Provincia di Torino, il Comune di Torino nonché il sopporto eccezionale della VII Circoscrizione e la Compagnia di San Paolo che hanno permesso lo svolgersi delle attività annuale del Centro Dar al Hikma.

 


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